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IL SERPENTE E L'IMPRENDITORE

Un imprenditore
ispezionando un prato
dove sognava costruirvi
lussuosi imponenti palazzi
per suo lucro di già abbondante
e elevare l'affermato prestigio
ma si imbattè in un grosso
serpente che mirava ai suoi occhi
la lingua pronta e allenata
al veleno

Finalmente
ti aspettavo disse la bestia
e in un solo secondo  imbalsamerò
la tua vita che tanti danni
agli animali e alle piante procura
e l'erba che si offre al calpestio
rigogliosa al suo posto rimarrà
per il nascondermi e i giochi d'amore

Per la paura il sangue dell'uomo
si nascose dietro la pallida faccia
ma trovò lo stesso il coraggio
di chiedere con flebile voce pietà

Va bene disse il serpente
non è commozione di povera sorte
il mio ascoltarti ma solo
un lungimirante pensiero
per sottrarre ogni scempio sicuro
per la natura agli umani
e tirò fuori da una vecchia ferita
dei fogli di carta e invitò
l'uomo alla rinuncia di ogni
cattiva intenzione
poi affermò...non ci sarà
nè notaio nè maldestro avvocato
da te più pagato per sovvertire
questo scritto riflessivo accurato

Dopo la firma con mano tremante
il faccendiere sussurrò
non hai tenuto conto di un particolare
che ti costerà caro

In quel posto ora ci sono alberghi
di lusso e imponenti palazzi
per un gran giro d'affari
...il serpente avava calcolato
e superato ogni procedura della
più impervia burocrazia
per essere nell'assoluta legalità
senza minimamente immaginare
che i padri di tutte le leggi
sono coloro che nel linguaggio comune
vengono indicati con metafore
a lui somiglianti
per sottolineare il loro strisciare
che mai offre presa e riferimento
preciso...ovvero...I POLITICI....

Io come sempre passai per caso
e vidi soltanto un cane randagio
con in bocca penzolone che ancor
si dimenava...una coda......
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Michael Santhers-da:Poesie cialtrone

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MICHAEL SANTHERS POETA